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L’ultimo “sì” di Alessandro: Caltanissetta si ferma per il saluto al Vigile del Fuoco morto in servizio

Redazione

L’ultimo “sì” di Alessandro: Caltanissetta si ferma per il saluto al Vigile del Fuoco morto in servizio

La Cattedrale di Santa Maria La Nova gremita in ogni ordine di posto per le esequie di Alessandro Marchi. Presenti il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ing. Eros Mannino, i vertici regionali del Corpo, le autorità civili, militari e politiche. Nell'omelia monsignor Onofrio Castelli lo ha ricordato come "l'uomo del sì", sempre pronto a mettersi al servizio degli altri con il sorriso.
Mar, 28/07/2026 - 11:54

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CALTANISSETTA – Il silenzio, la commozione e gli applausi hanno accompagnato l’ultimo saluto ad Alessandro Marchi, il caporeparto del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta morto mentre era impegnato nelle operazioni di spegnimento del vasto incendio divampato in contrada Mimiani, a San Cataldo.
La Cattedrale di Santa Maria La Nova, gremita in ogni ordine di posto, ha accolto familiari, amici, colleghi, rappresentanti delle istituzioni e numerosi cittadini che hanno voluto rendere omaggio a un uomo che ha dedicato la propria esistenza al servizio dello Stato e della collettività. Una cerimonia intensa, segnata da un dolore composto ma profondo, che ha unito il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’intera comunità nissena nel ricordo di uno dei suoi servitori più apprezzati.

il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ingegnere Eros Mannin


A testimoniare la vicinanza dell’intero Corpo erano presenti il Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ingegnere Eros Mannino, insieme ai vertici regionali e provinciali dei Vigili del Fuoco. Presenti anche le autorità civili, militari e politiche, unite nel rendere l’estremo saluto ad Alessandro Marchi.


L’immagine che più di ogni altra resterà impressa nella memoria è stata quella del lungo picchetto d’onore dei Vigili del Fuoco. Due ali di uomini in uniforme hanno accolto il feretro e i familiari all’ingresso della Cattedrale, accompagnandoli lungo tutta la navata centrale di Santa Maria La Nova. Un corridoio di caschi, divise e volti segnati dalla commozione, nel quale il rispetto militare si è fuso con il dolore umano. Per un giorno non esistevano gradi né incarichi: c’erano soltanto colleghi che salutavano uno di loro.


Anche piazza Garibaldi, davanti alla Cattedrale, è diventata il simbolo dell’abbraccio del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. I mezzi di soccorso, schierati davanti alla chiesa, hanno fatto da cornice a una cerimonia che ha reso onore a un servitore dello Stato caduto nell’adempimento del proprio dovere.
Le esequie sono state celebrate da monsignor Onofrio Castelli, vicario del Vescovo, che ha presieduto la liturgia in rappresentanza del presule, impossibilitato a partecipare per motivi personali.


Nel corso dell’omelia, monsignor Castelli ha consegnato ai presenti un’immagine destinata a rimanere nel cuore di tutti. Ha definito Alessandro Marchi “l’uomo del sì”. Un sì pronunciato con il sorriso, senza esitazioni, davanti a ogni richiesta di aiuto, a ogni turno di servizio, a ogni necessità della famiglia, dei colleghi e della comunità. Un uomo incapace di tirarsi indietro, che aveva fatto della disponibilità verso il prossimo uno stile di vita. E proprio quel “sì”, ripetuto ogni giorno con semplicità e umiltà, è diventato il segno più autentico del suo estremo sacrificio, consumato mentre stava ancora una volta adempiendo al proprio dovere.


Uno dei momenti di maggiore commozione si è vissuto al termine della celebrazione. All’uscita del feretro dalla Cattedrale, piazza Garibaldi è stata attraversata da un lungo e spontaneo applauso che ha accompagnato l’ultimo saluto ad Alessandro Marchi. Mentre i colleghi gli rendevano gli onori, le sirene dei mezzi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, schierati davanti alla Cattedrale, hanno suonato le sirene per l’ultima volta in suo onore. Un suono intenso e solenne che ha attraversato il cuore dei presenti, suggellando il saluto del Corpo a uno dei suoi uomini migliori.


La morte di Alessandro Marchi ha lasciato una ferita profonda non soltanto nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ma nell’intera provincia di Caltanissetta. Il suo sacrificio richiama il valore di una professione fatta di coraggio, altruismo e spirito di servizio, spesso vissuta lontano dai riflettori e nelle condizioni più difficili.


Il ricordo di Alessandro continuerà a vivere negli occhi dei colleghi che hanno condiviso con lui turni, sacrifici e missioni, nell’affetto della sua famiglia e nella gratitudine di una comunità che ha saputo stringersi, con rispetto e riconoscenza, attorno a chi ha dato la vita per proteggere quella degli altri. Perché uomini come Alessandro Marchi non lasciano soltanto un vuoto: lasciano un esempio di dedizione, umanità e senso del dovere destinato a rimanere nel tempo.

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